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di Michelangelo Granata
Angelo Alella, tra i primi amatori apparsi sulla scena dell'atletica catanese e siciliana, ci ha lasciati lunedì 23 gennaio, avrebbe compiuto 88 anni tra poco più di un mese. Segnato dalla morte della moglie Giuseppina Arena il 25 gennaio 2011, dopo 56 anni di vita trascorsa insieme e sofferente negli ultimi mesi, non ci aveva più deliziato con la sua presenza quando il giovedì si presentava alla Fidal di Catania in via Galermo, con i suoi modi amichevoli e gentili, sempre inappuntabile nel vestire, giacca e cravatta a farfalla, per vedere i veterani dell'Unvs.
Figura insuperabile di atleta, colonna portante dei Master, è stato un gentiluomo della corsa, uno sportivo di razza. Nato a Sant'Agata Li Battiati il 29 febbraio 1924, Angelo correva già da
ragazzino a 12 anni, ma fu nel 1970, in età matura, che rispolverò questo suo innato fervore per la corsa con le prime marcelonghe allora in auge. Non ne perdeva una e assieme ai compagni dell'Unvs Fontanarosa di Catania Domenico Giuffrida, Nino Guzzetta, Antonino Maccarrone, Alfio Tosto, tutti non più tra noi, costituì un affiatato gruppo di podisti.
Dopo infinite gare, a 61 anni Angelo scoprì il pianeta maratona e ne rimase entusiasta, i tedeschi definirebbero un atleta come lui "spätzünder", un fiammifero tardo ad accendersi ma una volta acceso non si spegne più. Ai Mondiali Master di Roma il 30 giugno 1985 coprì la distanza in 3.46'24". Nel 1987 stabilì sempre sui 42,195 km la miglior prestazione regionale M60 a Vigarano Mainarda con 3.31'12". Non contento di questo, dopo 14 maratone, è andato oltre i limiti della normale resistenza con la "cento", un ostacolo insormontabile per atleti molto più giovani. Eroica l'impresa compiuta da Angelo Alella nel 1997 alla 25a edizione della "100 km del Passatore", gara classica del gran fondo, quando esordì come «centista» alla bell'età di settantatrè anni suonati, classificandosi 979° in 18 ore 01'41" su 1092 arrivati. Partito nel mezzo di tremila concorrenti da piazza della Signoria a Firenze sabato 31 maggio alle ore 15, giunse in piazza del Popolo a Faenza domenica 1 giugno alle 9, dopo essersi arrampicato a metà cammino sino a passo della Colla (913 metri) nell'Appennino tosco-romagnolo. E non è finita qui, si è ripetuto nei due anni successivi sempre nella Firenze-Faenza: 903° nel 1998 in 18.26'39" e 794° nel 1999 in 19.59'58", gli organizzatori benevoli gli assegnarono nell'attestato di partecipazione un tempo inferiore al limite massimo delle venti ore che invece aveva valicato... di 57 secondi.
La Fidal Catania con il presidente, i dirigenti, i tecnici e gli atleti esprime il suo cordoglio ai figli Francesca, Giuseppa, Elena e Francesco, ai nipoti Salvo e la piccola Valentina di 11 anni.
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